Con l’Irpinia concludiamo il primo tour di articoli di approfondimento sui territori da cui provengono gli oli e le olive dei prodotti della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso.

Nel corso dell’anno precedente abbiamo esplorato l’Italia grazie alle Confezioni della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso. Quest’anno cominciamo il nostro percorso tra i migliori oli italiani ripercorrendo le regioni e le aree del paese protagoniste della Selezione e delle sue Confezioni. Abbiamo mosso i primi passi dalla Campania, la nostra regione, per poi concentrarci sulle aree da cui provengono due oli DOP della nostra Selezione Oli d’Italia: la Penisola Sorrentina e il Cilento. Con l’articolo di oggi concludiamo il primo tour, concentrandoci sulla nostra Irpinia.

Per approfondire la storia degli usi e dei consumi degli oli, invece, vi invitiamo a far riferimento alla sezione notizie di Olio Basso. Sempre in quella sezione potrete trovare una disamina delle etichette dell’olio e delle denominazioni che una cultivar o un olio possono ricevere.

Un panorama del Cilento

La Selezione Oli d’Italia e l’Irpinia

Dopo avervi parlato e presentato la regione Campania e le relative confezioni della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso, oggi concludiamo la visita a quest’area con il luogo più simbolico per la nostra impresa e la sua storia: l’Irpinia.

Nel corso del medioevo, l’Irpinia fu assoggettata al ducato di Benevento prima e al principato di Salerno poi. Tuttavia, a partire dall’epoca angioina (XIII secolo) con la costituzione del Regno di Napoli, l’Irpinia fu riconosciuta come un giustizierato a sé stante: il Principato Ultra o anche Principato Ulteriore.

Dal XV secolo il Principato Ultra fu elevato a provincia e la sua sede fu fissata presso il paese di Montefusco. Solo dal 1806 Avellino divenne il capoluogo provinciale. Dopo l’unità d’Italia la denominazione “Principato Ultra” fu abbandonata, ma lo stemma fu mantenuto. I confini provinciali furono comunque ripetutamente modificati nel corso dei secoli, fino a quelli odierni.

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Il Monocultivar Ravece dell’Irpinia

Intimamente legato alla storia e alla cultura irpinia è l’olio Monocultivar Ravece della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso.

Si tratta di un olio unico, caratterizzato da un intenso color verde e da un fruttato ricco ed elegante. I suoi profumi sfumano in un peculiare aroma erbaceo contraddistinto da spiccate note di pomodoro verde. Al palato, invece, si esalta l’equilibrio tra l’amaro e il piccante per dare spazio ai sapori dei tuoi piatti, dagli antipasti fino ai dolci.

Il nostro pluripremiato Monocultivar Ravece porta sulle vostre tavole la Storia, la qualità e il sapore delle generose terre irpine. I contrasti profondi tra l’estate e l’inverno, l’autunno e la primavera donano a questa cultivar delle proprietà uniche, come l’elevato quantitativo di polifenoli, che determinano non solo una migliore qualità del prodotto ma anche dei migliori effetti sul tuo organismo quando lo gusti.

Queste qualità nascono tutte dalla Ravece, la cultivar che dà il nome a questo prezioso olio dell’Irpinia nella Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso.

La cultivar dell’Irpinia: la Ravece

La Ravece è un’antica cultivar di olivo, originatasi in Irpinia a ridosso del sedicesimo secolo. La sua prima comparsa “ufficiale” è nelle forma dialettale “raveje”, citata nel volume Platea urbis et foranea confecta scritto dal cardinale e vescovo Diomede Carafa, esponente dell’omonima famiglia e omonimo del politico a cui è intitolato uno dei più caratteristici edifici del Centro Storico di Napoli, nei pressi di S. Gregorio Armeno.

Ancora oggi la Ravece è coltivata quasi totalmente nella provincia di Avellino. È caratterizzata dalla maturazione tardiva, anche a causa del clima rigido che caratterizza gli inverni irpini. La produttività è costante e, anche se non è quantitativamente elevata, è molto apprezzata la qualità dell’olio che se ne ricava – come dimostra anche il nostro Monocultivar Ravece.

L’olio extravergine prodotto dalla Ravece è indicato dalla Denominazione di Origine Protetta “Irpinia – Colline dell’Ufita”. Il Monocultivar Ravece della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso rientra in tale nomenclatura ed esalta ulteriormente la bontà della selezione, rendendola la sola e indiscussa protagonista dell’omonima bottiglia.

Il 5 Gocce Bibendum e il Monocultivar Ravece

Il Monocultivar Ravece della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso ha ricevuto un importante e nobile premio: il riconoscimento del 5 Gocce della guida Bibendum, la guida enogastronomica curata dalla Fondazione Italiana Sommelier. 

Il premio riconosciuto al nostro Monocultivar Ravece dell’Irpinia lo indica come uno dei dieci migliori oli campani e uno degli oli migliori prodotti in Italia nel corso del 2021.

L’Irpinia nella Selezione Oli d’Italia

Le confezioni della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso in cui l’Irpinia è protagonista sono davvero tante. Eccone una breve sintesi: 

L’olio Irpinia nella Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso ha un ruolo preminente, grazie alle sue proprietà peculiari, alla sua bontà.

In conclusione…

Continuiamo a percorrere le strade tracciate dalla Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso nel 2022. Siamo partiti dalla Campania, la nostra regione, per poi recarci nella Penisola Sorrentina e nel Cilento. Oggi abbiamo finalmente raggiunto la nostra amata Irpinia e vi abbiamo presentato uno dei suoi protagonisti (e tra i protagonisti della nostra Selezione Oli d’Italia): il Monocultivar Ravece.

Ora ci aspettano nuove mete, allungando lo sguardo oltre la Campania.

Fedeli nel gusto, sempre.